L’Unione europea ha lanciato una dura condanna nei confronti della Turchia per aver escluso Cipro dagli eventi preparatori in vista del vertice climatico COP31, ribadendo la solidarietà senza riserve del blocco nei confronti del proprio Stato membro.
Durante una riunione dei ministri dell’Ambiente dell’Unione, Cipro ha riferito di non essere stata invitata dalla Turchia a importanti incontri preparatori a New York e Tokyo. Il commissario europeo per il Clima Wopke Hoekstra ha dichiarato chiaramente che gli Stati membri “non accetteranno” questo comportamento, sottolineando che “ci sono 27 Stati membri che devono essere trattati allo stesso modo… questa è un’Unione di 27, punto”.
La Turchia ospiterà il vertice climatico COP31 nel novembre 2026, quando quasi 200 Paesi si riuniranno per i negoziati annuali delle Nazioni Unite sul riscaldamento globale. Mentre l’Australia guiderà i negoziati principali, la Turchia organizzerà eventi collaterali ad alto livello e promuoverà iniziative come un obiettivo globale sull’elettricità.
Le autorità turche hanno dichiarato che Cipro è stata invitata a tutti gli eventi legati alla COP31 organizzati sotto il coordinamento delle Nazioni Unite, compresi gli incontri di Bonn e San Pietroburgo, ma non agli eventi organizzati autonomamente dalla Turchia al di fuori del quadro COP, come l’iniziativa “Zero Waste” a New York.
“Le diverse riunioni e gli incontri organizzati dal nostro Paese in preparazione alla COP31 sono eventi a livello nazionale finalizzati alla preparazione, alla consultazione e alla promozione”, ha dichiarato una fonte diplomatica turca.
Diversi Paesi dell’Unione hanno persino lasciato intendere che potrebbero boicottare il vertice in segno di solidarietà se Cipro dovesse essere ulteriormente emarginata.
La Turchia rimane l’unico Paese al mondo a non riconoscere la Repubblica di Cipro. Al contrario, è l’unico Stato al mondo a riconoscere la Repubblica Turca di Cipro Nord, autoproclamata nella parte settentrionale dell’isola.
Questo mancato riconoscimento, che dura da decenni, si scontra direttamente con le ripetute dichiarazioni di interesse della Turchia verso l’adesione all’Unione europea, un processo che richiede il pieno allineamento ai principi europei, compreso il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti gli Stati membri.
L’episodio mette in evidenza un paradosso fondamentale: mentre la Turchia ospita un importante vertice climatico delle Nazioni Unite e cerca un rapporto più stretto con l’Europa su questioni come energia e migrazione, il suo rifiuto di riconoscere Cipro genera continue crisi diplomatiche che indeboliscono la sua credibilità come potenziale partner dell’Unione. I funzionari europei sottolineano che simili azioni danneggiano non solo le relazioni bilaterali, ma anche la posizione collettiva del blocco.
Cipro mantiene ancora la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, che include il coordinamento dei preparativi dei Paesi europei per la COP31, fino a quando l’Irlanda assumerà l’incarico dal 1° luglio.
Il ministro irlandese per il Clima Darragh O’Brien ha dichiarato a Reuters che la situazione potrebbe essere risolta attraverso il dialogo con la Turchia. “Piena solidarietà a Cipro. Questa situazione non deve necessariamente degenerare”, ha affermato.
Alcuni diplomatici sperano che il dialogo possa risolvere la questione immediata, ma l’episodio rappresenta un ulteriore promemoria delle più ampie tensioni irrisolte che continuano a ostacolare il percorso di adesione della Turchia all’Unione europea.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

